US Open: i Fratelli Molinari e Matteo Manassero insieme nei primi 2 giri

US Open: i Fratelli Molinari e Matteo Manassero insieme nei primi 2 giri

Francesco Molinari, Edoardo Molinari e Matteo Manassero saranno al via dell’US Open, il secondo major stagionale in programma dal 16 al 19 giugno al Congressional Country Club di Bethesda nel Maryland. Per una voluta stranezza organizzativa i tre azzurri giocheranno insieme nei primi due giri, una novità che riguarderà anche gli spagnoli Miguel Angel Jimenez, Sergio Garcia e Alvaro Quiros e i primi tre del world ranking, nell’ordine gli inglesi Luke Donald e Lee Westwood e il tedesco Martin Kaymer.

“E’ un modo creativo – ha commentato Francesco Molinari – per rendere più intriganti le partenze. Quando l’ho saputo mi è venuto da ridere. Comunque è un criterio adottato anche per altri. Per noi sarà molto divertente e scherzeremo in campo. Tra l’altro quasi sempre facciamo i giri di prova insieme nei vari tornei”. Ha detto Manassero: “E’ un po’ strano e sulle prime neanche ci avevo creduto. Per noi sarà una sorta di prova campo e aiuterà a sciogliere la tensione”. Nel primo giro i tre italiani partiranno alle ore 13,35 (ora locale) dal tee della buca uno.

I tre italiani hanno le carte in regola per poter dire la loro in un contesto in cui non vi sono dei favoriti assoluti, come accadeva quando Tiger Woods era al top. L’ex numero uno mondiale, questa volta, non sarà la via avendo dovuto rinunciare con largo anticipo per il noto l’infortunio. In un primo momento aveva pensato di poter essere presente, ma successivamente è stato sconsigliato dai medici per non aggravare le condizioni della gamba.

La lista dei possibili vincitori è molto ampia  e comprende parecchi outsiders, poiché tra i giocatori più noti nessuno è al massimo della condizione. Forse sono un passo più avanti Luke Donald e Lee Westwood, ma le difficoltà del Congressional CC e le tensioni di un major potrebbero poi avere un peso determinante nelle loro prestazioni. Non convince Phil Mickelson e allora in casa statunitense si pensa a possibili exploit di gente come Hunter Mahan, Bubba Watson, Dustin Johnson o Nick Watney, capaci di approfittare di un calo di tensione dei bigs, e magari si spera anche in un acuto di Rickie Fowler, sebbene non sembri ancora pronto per un major. Dopo il Masters si sono visti poco il sudafricano Charl Schwartzel, vincitore ad Augusta, e il nordirlandese Rory McIlroy, che nell’occasione fu sfortunato protagonista, i quali potrebbero ritrovare le motivazioni giuste per scrivere qualcosa di importante, mentre il campione uscente Graeme McDowell, dopo la splendida annata 2010, è ancora alle prese con la discontinuità di rendimento che gli ha procurato in qualche circostanza crolli clamorosi. Altri possibili protagonisti potrebbero essere l’iberico Alvaro Quiros, il colombiano Camilo Villegas, apparso in ripresa la scorsa settimana nel FedEx St. Jude (terzo), e l’australiano Adam Scott, uno specialista dall’andatura a corrente alternata. Poco probabile che possano emergere l’irlandese Padraig Harrington, l’argentino Angel Cabrera e Stewart Cink, che viaggeranno insieme nelle prime 36 buche.

Saranno al via venti vincitori di major e diciassette vincitori stagionali nell’US PGA Tour. I giocatori internazionali, su 153 partenti, saranno 73 provenienti da 22 diverse nazioni. Il più giovane in gara sarà il dilettante californiano Beau Hossler, classe 1995.

Il Congressional CC ospita per la quarta volte l’US Open, dopo le edizioni del 1964, del 1997 e del 2001. E’ stato disegnato nel 1924 dall’architetto Devereut Emmet e rivisitato nel 1989 da Rees Jones. E’ un par 71 lungo 7.574 yards. Secondo le previsioni di Graeme McDowell nessun concorrente terminerà la gara sotto par. Il montepremi è di 7.500.000 dollari dei quali 1.350.000 saranno appannaggio del vincitore.

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