
Con un weekend in 64 e 63 colpi non si può non vincere. Neanche se nei primi due te la sei cavata né bene né male con 72 e 70 rischiando di non passare il taglio. Graeme McDowell, nordirlandese arguto, simpatico ed estremamente preciso (alla fine del torneo è abbondantemente primo nella Green in Regulation con l’83.3 % di green presi con i ferri) mette la sua firma a questo Open del Galles su un campo recentemente strutturato e reso più in giocabile e che scotta come la sabbia del deserto: proprio qui infatti si disputerà ad ottobre la Ryder Cup, ed è proprio qui che i giocatori europei ci tenevano a fare bella figura davanti agli occhi scrutatori di un capitano Colin Montgomerie che avrà preso cartelle di appunti giudicando il gioco dei suoi in questo assaggio di 18 buche. Nonostante manchino quattro mesi, il course infatti è quasi a posto con le modifiche.
Per McDowell è il quinto titolo dell’European Tour, ottenuto dopo quasi due anni dalla sua ultima vittoria allo Scottish Open, ma è un tassello fondamentale della sua brillante carriera. Ha subito dato fuoco alle sue polveri uscendo con un fantastico 30 sulle prime nove buche: 6 birdies e tre soli par per dare una mazzata tra capo e colo agli avversari. Con classe ed esperienza ha arginato poi sulle seconde la rincorsa al titolo del giovane e in grandissima forma golfista di casa Galles Rhys Davies, che con il 62 odierno e le 12 buche centrali giocate in -10 sotto il par ha messo pepe alla coda del nordirlandese, che però non si è lasciato impaurire chiudendo infatti a -15 (e vincendo 351 mila euro), ben tre colpi sopra Davies, fermo a -12.
Le dichiarazioni
“Credo che sia il più bel giro finale che io abbia mai giocato per vincere un torneo” ha dichiarato sorridente ma non emozionato McDowell, che dopo il putt finale non ha esultato troppo ma ha solo mostrato il pugnetto ad imprimere un carattere molto autocontrollato “le prime undici buche sono state letteralmente estasianti, laddove ho giocato un golf perfetto. Sento che sto giocando il mio miglior golf e spero di tornare qui in ottobre come membro della squadra europea di Ryder.”
L’overnight leader, il tedesco dal biondo codino Marcel Siem, ha buttato due palle in acqua quasi subito per gettare al vento la vittoria: quadruplo bogey alla corta buca tre hanno permesso a McDowell di rimontare all’istante i quattro colpi di svantaggio dalla testa della corsa. Chi ha impressionato è però anche Davies, rookie of the year, 25 anni e già un torneo quest’anno all’attivo, due secondi posti e altrettante top ten. E siamo solo a inizio giugno.
“Gioco molto rilassato, non ho niente da chiedere a me stesso perché sono giovane e ho tutto da imparare e niente da perdere” ha ammesso il gallese “forse è proprio questo che mi fa giocar bene.”
Grande Edoardo
Benissimo anche Luke Donald, che ha infilato un ottimo quarto giro in 65 colpi per chiudere terzo da solo a -10. Una settimana dopo aver conquistato il Madrid Masters proprio sul giovane Davies, l’inglese conferma un ottimo momento di forma mettendo punti in cascina per una convocazione in Ryder che suonerebbe come una rimonta inebriante dopo i tantissimi secondi posti ottenuti oltremare nella terra americana. Ottimo il nostro Edoardo: ormai uno dei due fratelli Molinari, alternativamente, mette il proprio nome nella top ten di un torneo. Questa settimana è accaduto a Edo, che con il 67 finale ha chiuso quarto pari merito con Stephen Gallacher e Robert Rock a -9. Le prossime settimane, con l’Open del Portogallo e soprattutto lo US Open che si giocherà sulle bianche spiagge di Pebble Beach in California, saranno un ulteriore trampolino per i nostri fratelli d’Italia, in forma come non mai.










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antoniosaverio
Gara alquanto significativa, soprattutto per testare il circuito che vedra' impegnati gli europei contro gli americani nella rider, sempre bellissimo ed anche impegnativo da giocare.
Per quanto riguarda mcdowel, che rire, ultimamente si sta prendendo un sacco di soddisfazioni.