
Ian Poulter è al settimo cielo. Non tanto per il miglior piazzamento raggiunto nel World Ranking della sua carriera (ora è quinto ed è il secondo giocatore europeo assoluto alle spalle di Westwood), neanche per la montagna di dollari guadagnata, ma per una serie di attestati di stima provenuti da alcune delle più splendenti glorie del golf passato. Subito dopo la vittoria di febbraio all’Accenture, Greg Norman ha abbandonato il proprio circuito australiano per chiamarlo al telefono e fargli le più vive congratulazioni. L’ex capitano di Ryder e tre volte British Open Champion Nick Faldo gli ha inviato un messaggio analogo sul cellulare. Arnold Palmer, il re dei re, gli ha scritto invece una lettera recapitata a casa, con tanto di busta e francobollo come si faceva una volta. Il vecchio stile è quello che sempre si preferisce.
Ma la notizia più bella è arrivata dall’attuale capitano di Ryder, Colin Montgomerie, che addirittura è partito dalla Scozia in automobile per andare a trovare di persona nella Terra d’Albione il suo pupillo, gli ha portato una bottiglia di champagne e hanno brindato insieme al successo. “Wow” ha ammesso con viva emozione Ian “sto vivendo veramente giorni incredibili. Queste persone per me sono come un faro che ha illuminato fin da piccolo la mia direzione, li ho ammirati e li ammiro tuttora come delle divinità. Ricevere tutti questi messaggi di congratulazioni mi porta direttamente al settimo cielo. Spero di non deluderli in Florida, vorrei davvero fare bella figura e rimarcare il mio status di campione del Mondo.”
“Vincere così presto nella stagione ti mette in un’ottima posizione” ha continuato “perché adesso posso giocare rilassato e quando la pressione non si fa sentire in maniera così esigente alla fine giochi sempre meglio. Naturalmente l’obiettivo è tornare in Ryder senza dover passare attraverso la Wild Card (ottenuta due anni fa al Valhalla da parte di Faldo). Il secondo punto sarebbe quello di vincere un Major quest’anno. La prima occasione si presenterà ad Augusta il mese prossimo. Andrò al Masters già da lunedì a praticare per entrare in confidenza con il campo.” Se continua così, prima o poi un Big Four arriverà di sicuro.
Luke neo-papà
Luke Donald non ha giocato all’Honda Classic per motivi più che giustificati. Sua figlia Elle è nata prematura di un mese, pesa solo due chili ed è appena stata dimessa dall’ospedale di Chicago insieme alla moglie Diane. La neo-mamma ha subito un check-up di 36 giorni per essere entrata nello stadio di pre-eclampsia, la sua pressione sanguigna era molto alta e si temeva per la vita della piccola. Per fortuna il parto è andato liscio e adesso sia la mamma che la figlia stanno molto bene. Auguri e felicitazioni a Luke, che rientrerà proprio oggi al Doral.
Dolori finiti per Lee
Lee Westwood ha recuperato ormai pienamente dalla sofferenza al flessore del bicipite femorale, dovuto a uno stiramento probabilmente per la cattiva postura. “Credo che il tanto camminare ultimamente mi abbia dato qualche problema” ha detto Lee “per fortuna, appena ho sentito il dolore acutizzarsi, ho chiamato il mio personal trainer Steve McGregor che mi ha visitato e mi ha fatto costruire un paio di plantari adeguati per la mia camminata. Poi ho fatto 10 giorni di massaggi e laser a impulsi e miracolosamente il dolore è passato, quindi incrociando le dita sono pronto per questo torneo.” All’Honda Classic, pur con evidenti problemi dovuti allo stiramento, si è piazzato nono.
L’ambasciatore Padraig
Padraig Harrington, da buon ceremony man, farà visita a Barack Obama in un incontro ufficiale alla Casa Bianca per fare da uomo-immagine in favore della delegazione di politici irlandesi guidata dal primo ministro Brian Cowen. Il tutto per commemorare il giorno della festa nazionale irlandese, il St. Patrick’s Day. La comunità irlandese è molto vasta negli Stati Uniti (soprattutto nella costa orientale) e il presidente vuole assicurare loro il suo pieno appoggio. “Mi sento un importante ambasciatore” ha scherzato Padraig accanto alla moglie Caroline “non vedo l’ora ci sia l’incontro, so che sarò emozionatissimo. Obama è una delle persone più carismatiche del Mondo e uno dei leader del domani. Non avrò neanche la forza di stringergli la mano, ma so che è una persona molto umile e simpatica quindi sono tranquillo. Spero che parleremo anche di golf, so che è un grande appassionato e che gioca da mancino. Confido di traghettarlo in questo argomento.”










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