Il principale nemico del golfista: i fulmini

Il principale nemico del golfista: i fulmini

Cominciamo con un dato: in America, dove il gioco del golf è molto più diffuso che in Europa, il 20% degli incidenti causati da fulmini avviene sui campi da golf.
In caso di temporale, infatti, uno dei posti più pericolosi in assoluto è proprio il green, non solo a causa della presenza di ampi spazi aperti e di alberi, ma soprattutto per via dei numerosi oggetti metallici quali mazze, aste delle bandiere, carts, eventuali ombrelli aperti degli spettatori, tutti elementi che possono attirare le scariche elettriche sulla zona.

Lo statunitense Lee Trevino è uno dei personaggi emblematici per quanto riguarda il rapporto tra il golf e le saette: nel 1975, durante lo svolgimento del Western Open a Chicago, Trevino e i suoi compagni Bobby Nichols e Jerry Heard vennero colpiti da un fulmine e trasportati d’urgenza in ospedale. Dopo aver subito numerose operazioni, tutti e tre si ripresero ma solo Trevino fu in grado di riprendere a giocare ad alti livelli, portandosi dietro le inevitabili conseguenze dell’incidente.

Il Regolamento del Golf, naturalmente, tiene conto del pericolo, e dispone l’emissione di appositi segnali acustici che indicano l’allerta fulmini e obbligano l’interruzione di qualsiasi partita in corso. Anche qualora questi avvertimenti non vengano emessi, il giocatore che per il sopraggiungere di un temporale teme per la propria incolumità ha il diritto di fermare il gioco in qualsiasi momento.

Purtroppo, molte delle casette di legno presenti sui campi, che dovrebbero fornire un riparo sicuro in caso di pericolo, non dispongono di un impianto parafulmini e si rivelano dunque inadeguate allo scopo.

Alleghiamo una locandina (che sarebbe utile esporre all’ingresso di tutti i circoli di golf) con tutti i consigli sul comportamento da tenere in caso si venga sopraffatti da un improvviso temporale con fulmini durante una partita: SicurezzaFulmini.

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