Best shots: ace mai visto di Oosthuizen al Masters

Best shots: ace mai visto di Oosthuizen al Masters

Magic moment per Louis Oosthuizen verso la fine del 3° round del Masters alla buca 16: un ace che sarà ricordato.

E’ finito il Masters Tournament e non si può non parlarne ed elogiarne il vincitore Danny Willett. Grande vittoria la sua, giocata soprattutto all’ultimo round: la caduta di Spieth e l’ascesa di Danny Willett, freddo e preciso fino alla giacca verde.

Ma il Masters ha avuto come protagonisti anche i colpi, i grandi shots dei diversi giocatori in particolare quello di Louis Oosthuizen alla buca 16. Già perché quello che è successo al campione sudafricano ha dell’ incredibile: braccia alzate, mazza lasciata cadere a terra e una cornice di pubblico a gridare e saltare come testimonianza e gioiosa certificazione dello straordinario. Un grande sorriso, come quello di chi si compiace di accorgersi che ha appena fatto una cosa grande, rara, per  non dire unica, si è stampato sul viso di Oosthuizen. Chissà come sarà stato quello di J. B. Holmes. Già, immaginate di aver fatto un grande colpo, di aver mandato la pallina vicina alla buca, di aver preparato un bel birdie, e poi di vedere l’avversario che viene dopo di voi fare uno shot bellissimo, con la pallina che viaggia veloce, cade sull’erba e va dritta verso la buca, anzi no, verso la vostra pallina e la colpisce. Poi la vostra pallina viene spinta verso la buca, sta per entrare, invece no, le sfila accanto quieta quieta; mentre l’altra pallina ha rallentato la sua corsa, ha cambiato direzione e lenta, lenta, viaggia verso la buca, anzi, ci casca dentro. Ecco questa è l’esperienza al 3° round del Masters provata da J.B.Holmes che vede Louis Oosthuizen segnare il 3° ace della giornata grazie all’impatto delle due palline.

Ace frutto del caso, fortuito? Ace calcolato? Improbabile sembra, almeno nelle dinamiche, ma lo shot  di Oosthuizen valeva quasi da solo l’ace. Rimane un colpo spettacolare, nella tecnica e nella sorte, nel loro andar a braccetto, quella volta che smettono di litigare, quella volta che sono buone amiche. un’ace che non capita di vedere tutti i giorni.

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